Ogni materia porta con sé una memoria. Una superficie, un ritmo, una consistenza che cambia con il tempo e con la luce.
Questo progetto nasce dall'osservazione delle affinità tra la maglieria e gli elementi naturali. Non come semplice accostamento visivo, ma come dialogo tra superfici che condividono lo stesso linguaggio fatto di rilievi, trame e imperfezioni.
Il cotone prende profondità attraverso lavorazioni che ne esaltano il rilievo e la consistenza. Coste, effetti spugna, lavorazioni fiammate e punti tridimensionali trasformano il filato in una superficie da osservare prima ancora che da indossare. Il lino, con la sua leggerezza naturale, aggiunge nuove sfumature materiche, lasciando che la luce ne attraversi le trame.
Le superfici naturali non diventano scenografia. Entrano in relazione con il tessuto, ne amplificano la matericità e ne restituiscono la naturalezza.
La fotografia rallenta lo sguardo. I volumi si dissolvono, lasciando spazio ai dettagli, alle fibre e alle ombre leggere che attraversano la materia. Le superfici si osservano e si riconoscono, senza che una prevalga sull'altra.
Più che raccontare la natura, questo progetto racconta il momento in cui una materia riconosce un'altra.